03/03/2026 - La scalata verso il lavoro, un iter per tutte e tutti
- 4 mar
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Di Maria Diaco - Vice Presidente di Adifor (Dire Fare Orientare)
Adifor da novembre 2025 in collaborazione con il CISP, con ALESS DON MILANI e l’associazione BINARIO 22 ha avviato un progetto di accompagnamento al lavoro rivolto a rifugiate/i afghane/i nel Lazio, donne e uomini di età differenti con profili professionali variegati.
Con tale iniziativa Adifor conferma la sua volontà di operare in maniera capillare sul terreno ormai fertile dell’orientamento continuo, per seminare buone prassi che possano contribuire allo sviluppo di un ecosistema territoriale sempre più inclusivo.
L’assioma comune è garantire un lavoro dignitoso a ogni partecipante grazie allo sviluppo di una consapevolezza delle proprie possibilità e delle opportunità offerte dalla piattaforma occupazionale.
In nome di quest’apertura al mercato del lavoro, ogni partner del progetto ha avviato laboratori, incontri, seminari, nonché consulenze individuali per favorire il viaggio verso un impiego.
Un cammino spesso in salita disseminato di improvvise pendenze. Fin da subito sono emerse difficoltà di varia natura, spesso cangianti in relazione alla professionalità di ognuno; ecco che si è evidenziata la necessità di far riconoscere il proprio titolo; oppure si è compresa l’urgenza di intraprendere un corso di formazione per imparare un nuovo mestiere.
L’obiettivo primario è quello di accompagnare ogni beneficiario/a lungo il sentiero articolato del mercato del lavoro che ha dinamiche spesso celate. Così sono stati strutturati veri e propri percorsi di orientamento, individuali e di gruppo finalizzati in primis a chiarire l’obiettivo in relazione alle proprie esigenze e a quelle delle aziende.
Il fatidico incontro domanda offerta di lavoro. I bilanci di competenza effettuati hanno fatto emergere profili variegati, competenze tecniche specifiche e un ventaglio infinito di soft skills; ogni scheda ha dischiuso, disvelandole, storie complicate di chi è costretto ad abbondonare il proprio paese.
Un’esperienza spaesante, una transumanza di anime che pur nel dolore mantengono vivo il loro senso di appartenenza, e al tempo stesso il desiderio di abbracciare il paese “di adozione”.
La dignità di chi resta legato alle proprie origini senza rinunciarvi. A volte i volti possono sembrare distanti dalla nostalgia, ma negli occhi si intravede spesso un sentimento più complesso: una malinconia che convive con la determinazione. C’è il desiderio di tornare nella propria terra, segnata dalle difficoltà, ma anche il coraggio di costruire una nuova vita, adattandosi a un ambiente, a una cultura e a un lavoro diversi.
Adifor con i suoi partner sta cercando di trovare delle opportunità concrete di inserimento attraverso il coinvolgimento di imprese profit e non-profit per fare rete e creare insieme un contesto favorevole all’incontro fra culture.
In ultimo, non meno importante, è bene sottolineare come ogni intervento di orientamento abbia costantemente richiamato l’importanza di una ricerca attiva di lavoro. Essenziale è avviare un’analisi mirata e ben motivata, perché cercare un lavoro è un lavoro.
Un concetto difficile da interpretare anche per chi non è esule in Italia, ma gode di una cittadinanza riconosciuta fin dalla nascita. La salita può risultare impervia, ma con determinazione e solidarietà socio-economica e culturale, si può ancora credere a una crescita inclusiva e sostenibile.

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