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16 Luglio 2026 - Come cambia il ruolo dell’orientatore nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale?

  • 8 ago
  • Tempo di lettura: 2 min
Il racconto del FormAperitivo ADIFOR del 16 luglio 2026 di Amanda Coccetti

Come cambia il ruolo dell’orientatore nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale? Quali competenze restano profondamente umane e quali nuove conoscenze è necessario sviluppare per accompagnare le persone nelle scelte formative e professionali?


Sono queste le domande al centro del FormAperitivo ADIFOR del 16 luglio 2026, un’occasione di incontro e confronto dedicata al futuro dell’orientamento e alle trasformazioni introdotte dall’Intelligenza Artificiale.

L’evento ha riportato al centro il valore del dialogo e della riflessione condivisa, a partire da una domanda ispirata alle parole di T. S. Eliot: «Dove è finita la saggezza che abbiamo perso con la conoscenza, e dove è finita la conoscenza che abbiamo perso con l’informazione?».


Un interrogativo particolarmente attuale in un’epoca in cui l’accesso alle informazioni è sempre più immediato e gli strumenti di IA sono in grado di elaborare dati, produrre contenuti e fornire risposte in tempi rapidissimi.


Proprio per questo diventa fondamentale sviluppare pensiero critico, consapevolezza e responsabilità.

Nel confronto è emerso come l’Intelligenza Artificiale non riduca il valore della professione dell’orientatore, ma ne renda ancora più evidenti le competenze distintive: empatia, ascolto, confronto, capacità riflessiva e attenzione alla persona nella sua unicità.


La tecnologia può supportare il lavoro dell’orientatore, ma non sostituire la relazione, l’ascolto autentico e la capacità di cogliere bisogni, aspirazioni e sfumature che rendono ogni percorso personale unico. L’IA può quindi essere una preziosa “ancella”, uno strumento da conoscere e utilizzare in modo consapevole, critico ed etico.


Da qui nasce la necessità di rafforzare anche la competenza tecnologica degli orientatori e, più in generale, la cittadinanza digitale, soprattutto nel rapporto con le nuove generazioni, che utilizzano quotidianamente strumenti di Intelligenza Artificiale e hanno bisogno di sviluppare capacità di valutazione e interpretazione.

Il contributo della ricerca SOLARIS


Il FormAperitivo è stato inoltre l’occasione per presentare i primi elementi della ricerca SOLARIS, promossa da ADIFOR e dedicata all’esplorazione del rapporto tra persona, orientamento, Intelligenza Artificiale e pensiero critico.


La ricerca, che proseguirà fino a dicembre 2026, intende contribuire a una riflessione condivisa sulle opportunità e sui confini delle nuove tecnologie, con particolare attenzione alla dimensione etica.

In questo percorso, il pensiero critico assume un ruolo centrale: significa saper interrogare le informazioni, valutare le risposte generate dall’IA, riconoscerne limiti e potenzialità e mantenere la responsabilità delle proprie decisioni.


È proprio questa consapevolezza che consente alla persona di non essere semplice destinataria della tecnologia, ma di diventare protagonista del proprio rapporto con essa.

Il confronto del 16 luglio lascia quindi aperte nuove domande e rilancia una sfida collettiva: accompagnare la trasformazione tecnologica senza subirla, mettendo al centro quelle competenze che ci rendono umani e che nessuna tecnologia può sostituire pienamente: ascoltare, comprendere, riflettere, costruire relazioni e dare significato alle proprie esperienze.


La ricerca SOLARIS continuerà a esplorare questo territorio in trasformazione, con l’obiettivo di contribuire a una maggiore consapevolezza sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale nei processi di orientamento.


Perché orientare oggi significa anche aiutare le persone a compiere un passaggio fondamentale: dall’informazione alla conoscenza, e dalla conoscenza a una scelta consapevole.

 

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